Questo è il titolo del convegno organizzato dalla Fondazione Nova Cana, tenutosi il 10 Febbraio 2024 presso l’auditorium San Fedele a Milano.
Qui sotto, di seguito, trovate la versione integrale della registrazione dell’evento, mentre più in basso trovate i contributi video tratti dallo stesso evento, ma scorporati per ciascun intervento e per ciascun relatore.
Giovanni Prestini, sociologo urbano-rurale, ha lavorato ed è tutt’ora impegnato nella ricerca applicata sullo sviluppo del territorio e della persona, come massima espressione significante. Fonda le sue ricerche sulle potenzialità intrinseche in ogni persona e per questo, inizia, negli anni ‘60 a creare spazi di dialogo, dibattito e coprogettazione con molteplici esperti, ricercatori, sperimentatori. La profonda convinzione delle possibilità del genere umano contestualizzate negli spazi, lo portano a dialogare e collaborare con il gruppo di ricerca di Nova Cana. Lo sviluppo dei territori viene quindi declinato in termini di complessità, dove ogni specifica componente dell’essere umano, le sue capacità, le sue potenzialità concorrono al bene comune. Per mettere a disposizione un libero spazio di ricerca e confronto, crea il Centro Ricerche e Sviluppo del territorio, che darà poi vita al Centro ricerche e sviluppo Ce.L.I.T., che tutt’ora lavora come spazio di progettazione integrata.
Antonio Gnoli è giornalista e saggista. È stato redattore capo delle pagine culturali di Repubblica, quotidiano su cui scrive tuttora, ed è autore e coautore di saggi e libri-intervista nati da conversazioni insieme a personalità di spicco della cultura italiana ed europea (Franco Volpi, Edoardo Sanguineti, Gianfranco Ferroni, Ernst Jünger, Albert Hofmann). Nell'arco della sua attività pubblicistica si è occupato di Rainer Maria Rilke, Jacob Burckhardt, Ferdinand Bordewijk, Martin Heidegger, Alexandre Kojève, John Dos Passos; ha inoltre pubblicato una memorabile intervista del 1982 a Bruce Chatwin (La nostalgia dello spazio). Nel 2016 ha raccolto pensieri e riflessioni del cantautore Francesco De Gregori nel volume Passo d'uomo. Come giornalista ha lavorato a Radio 3 negli anni settanta e per più di vent’anni a Repubblica ricoprendo vari incarichi fino a diventare responsabile delle pagine culturali.
Don Roberto Rondanina, appartenente all’Associazione pubblica "I ricostruttori nella preghiera", della quale è l’attuale Responsabile Generale. Come presbitero è incardinato nella diocesi di Novara nel cui Seminario insegna filosofia “. Con la barba folta quasi tutta imbiancata e un tono di voce dolce e meditativo, Roberto Rondanina, sacerdote e responsabile generale dei Ricostruttori dopo la morte di padre Cappelletto, avvenuta nel 2009, ricorda: «Eravamo nel post '68, con la crisi delle ideologie e della speranza di cambiare il mondo. La Missione dei Ricostruttori nella preghiera è farsi testimoni di una cristianità capace di venire incontro al bisogno di preghiera e ricerca interiore, spesso inconsapevole, dell’uomo contemporaneo. Attingendo alle risorse della tradizione cristiana, propongono un cammino di rientro in se stessi, che consenta di raccogliere il proprio sguardo, disperso all’esterno e disorientato, e di introdurlo nel cuore: la meditazione profonda.
Roberto Mancini si laurea in Filosofia nel 1981 all’Università di Macerata. Si specializza in Filosofia nel 1983 all’Università di Urbino. Consegue il dottorato di ricerca nel 1986 presso l’Università di Perugia, svolgendo le sue ricerche anche presso la Goethe-Universität di Frankfurt am Main sotto la guida del prof. Karl-Otto Apel. È professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Macerata dove ha ricoperto e ricopre diversi incarichi. Ha insegnato Culture della sostenibilità presso l’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana a Mendrisio. È stato membro del Direttivo dell’Università per la Pace delle Marche, per la quale è responsabile della Scuola di Altra Economia. Collabora stabilmente con le riviste “Servitium”, “Ermeneutica Letteraria” e “Altreconomia”. Dirige la collana “Orizzonte Filosofico” e la collana “Tessiture di laicità” presso Cittadella Editrice di Assisi.
Nata il primo Giugno del 1940, a Casanova Staffora, un ridente paesino dell’Oltrepò pavese, Angela Volpini è protagonista di un’esperienza mistica straordinaria, avvenuta dal ’47 al ’56, che ancora bambina la catapultò al centro della cronaca e dell’attenzione di moltitudini di persone e di fedeli, Angela Volpini ha rielaborato questa sua esperienza in un pensiero la cui peculiarità principale è quella di aiutare l’essere umano a essere consapevole delle sue possibilità di sviluppo, e a riconoscere la felicità nella qualità della relazione con gli altri. Per meglio proporre la sua innovativa visione dell’uomo e del mondo, nel 1958 Angela fonda il Centro culturale “Nova Cana”, quale luogo di confronto e di dialogo interculturale, per rendere realmente possibile il suo progetto, dedicandosi all’accoglienza e all’”ascolto” delle migliaia di persone che hanno visto in lei un riferimento sul piano umano e culturale. Ha scritto saggi e articoli su riviste religiose e laiche; ha pubblicato i libri: “Resurrezione di Dio”, “La Madonna accanto a noi”, “Capire Maria”; in collaborazione con Paolo Rodari ha scritto: “Dio non è nascosto”. Angela Volpini tiene cicli di conferenze in Italia e all’estero. Vivissimo è il costante confronto con molti tra i maggiori intellettuali e scienziati del nostro tempo. Presso la sede di Nova Cana vengono organizzati incontri culturali, seminari e percorsi formativi, oggi disponibili anche online.
Poco noto al grande pubblico, l'italiano Federico Faggin (nato a Vicenza nel 1941) è il padre del microchip, inventato insieme agli ingegneri elettronici statunitensi Ted Hoff e Stanley Mazor. Dopo la laurea in ingegneria elettronica all'università di Padova, Faggin si è trasferito negli Stati Uniti per quella che doveva essere una breve esperienza di lavoro e dove invece si è fermato tutta la vita. Alla fine degli anni 1960, lavorando alla Sgs Fairchild sui semiconduttori, Faggin ha inventato un nuovo processo MOS (Metal On Silicon, metallo su silicio) destinato a diventare la base per la produzione di tutti i moderni circuiti integrati. Intuite le sue brillanti capacità, i dirigenti della Intel lo misero poi a capo del progetto che nel 1971 concepì e realizzò la struttura della prima CPU a 4 bit, nota con la sigla 4004. In seguito il gruppo di Faggin realizzò l'8080, il primo microprocessore a 8 bit, che nella successiva versione 8088 avrebbe incontrato il primo grande successo commerciale come CPU di personal computer. Chiusa l'esperienza con Intel, nel 1974 Faggin ha creato una propria azienda, la Zilog, Inc., e ha progettato un altro importante processore noto con la sigla Z80. Nel 1982 ha fondato la Cygnet Technology, che si occupa di reti neurali e del miglioramento delle interfaccia uomo-macchina.
Sito storico ufficiale di Angela Volpini:
Da un'esperienza mistica straordinaria nasce una proposta culturale destinata alle donne e agli uomini del nostro tempo che guardano con fiducia il proprio futuro.
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